Un gerente alla ricerca di sghei, senza ricorrere all’azione (traducete voi)

Gerente, sghei ed azione… sono le prime tre parole in ticinese (sì, quella lingua che sembra simile all’italiano) che ho imparato. Le ho apprese da Lino di Camorino, professione frigorista e senza tregua parlatore, presidente di pro loco ed appassionato di cucina tradizionale (oserei dire, arcaica, come questa preparazione). Con lui e con l’Innominabile sono andato a Basilea, alla Fiera Igeho: food e non food settore alberghiero svizzero. Lì ho curiosato, parlato, appreso (anche del ticinese, a quanto pare) ed assaggiato molti vini. Fra cui alcuni vini ticinesi che mi permetto di segnalare. Almeno quelli che ho provato, sono ben lontani dall’idea che avevo del merlot ticinese: un vinello leggero poco profumato, acidognolo e assai sgradevole nel complesso. Financo caro. Caro, il vino svizzero, lo è ancora. Ma cattivo no. Direi di no. Ho assaggiato, per esempio, Jonathan spumante brut Delea Millesimé doc, mix di uve ticinesi (in parte passate in barrique), e l’ho trovato discreto, profumato; in bocca magro, fresco, gradevole… Piacevole. Metodo charmat, se non erro. Voto sette. Voto otto, invece, al Carato riserva del 2007 Delea, Merlot Ticino doc. Da uve di vecchio ceppo, oltre venti anni; resa media (e lo virgoletto come discorso diretto) “ottocento, seicento grammi per pianta”, poi “leggera appassitura” e 24 mesi in barrique bordolesi nuove, rovere di Allier e Nevers. Un vino dal profumo fitto, denso, intrigante… in cui al primo passaggio ti sembrava di trovare dell’affumicato, del legno, della frutta rossa, dell’alcol. Ma ogni volta che ci passavi sopra, sentivi nuovi profumi. Grande intensità e grande bouquet. In bocca era pieno, corposo, caldo, fresco, leggermente amarognolo sul finale. Leggerissima allappanza. Pronto, comunque, ottimo. Ho assaggiato anche un’altra annata, il 2004, ma il 2007 era decisamente meglio. Un grande vino, un “vinone” da 14°. Ottimo davvero.

Ottimo anche il Granito Bianco del Ticino 2008 (13°) del Tenimento dell’Or, mix di chardonnay, pinot grigio, sauvignon e pinot bianco. Un po’ di barrique. Bel vino bianco: bei profumi dolci, floreali, un po’ di agrumi, frutta a polpa bianca. Bella intensità, bel bouquet… lungo e persistente. In bocca era corposo, fresco, agrumato, minerale… Ottimo, voto otto. Un vino bianco che si conserverà a lungo, mutandosi sempre un poco. Della stessa ditta, buono, il Merlot Riserva 2007 La Prella (cru aziendale). Barrique di secondo passaggio. 13,5°. Un vino che sapeva di legno, affumicato, frutta rossa, profumi fitti, densi, profondi… Come il Carato Riserva di Delea, un vino che regala bouquet sempre in evoluzione e lunga persistenza al naso… In bocca era morbido, asciutto, corposo. Ottimo.

Il Ticino mi sorprende: mi sa che imparerò altre parole. Userò Lino come apripista…

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