Oggi ho fatto vedere a due classi del liceo un film intitolato The harvest, La raccolta. Il film parla in maniera un po’ romanzata (è un docufilm) della situazione dei lavoratori indiani nell’Agro Pontino. Non è il primo film sull’argomento che gli ho fatto vedere, ma faccio fatica a pensare che queste visioni sortiscano qualche effetto. Forse negli animi più sensibili. C’è sempre una certa attenzione, ma ci sono tanti studenti che sono annoiati e che tendono ad addormentarsi, che chiedono solo di uscire. D’altra parte sono figli di una società, quella italiana, che si può definire in tutti i modi, tranne con l’aggettivo” brava”. Gli italiani non sono brava gente, non lo sono mai stati, anche se non a noi piace rappresentarci così. La situazione degli immigrati che lavorano nelle campagne italiane è nota a tutti da anni, ma più che suscitare indignazione, suscita indifferenza e anche fastidio come se questi signori fossero di passaggio, che se andassero via le cose sarebbero tutte normali come prima. Questa convinzione fa il paio con la (non)sensibilità di altri popoli del mondo. Questa antipatia nei confronti dei migranti secondo me costituisce però un rischio per il futuro. Queste persone che non sono migranti, participio presente, ma immigrati, participio passato, rimarranno qua e gioco forza i loro figli, i loro nipoti andranno a occupare ruoli di potere che prima erano occupati da italiani. Con il risultato di avere generazioni di persone che non si riconosceranno pienamente nel Paese dove operano o che comunque hanno nei suoi confronti un risentimento e dunque sono certo fonte di posizioni politiche estreme, di terrorismo e anche di una larga fetta di disaffezione nei confronti di un Paese. Gli italiani farebbero bene a prendere coscienza che queste persone sono in mezzo a noi e che non se ne andranno e che rimarranno qua. Anche il caso di quel deputato di colore che è stato distrutto dalla propaganda di centrodestra, perché sua suocera o sua madre, non ricordo bene, avevano speso soldi non loro per comprarsi delle borse griffate. Anche il triste destino di questo deputato segna l’atteggiamento non da brava gente che gli italiani hanno nei confronti degli extracomunitari, nei confronti di quelli che vengono a lavorare qui, degli immigrati non dei migranti. Può anche avere sbagliato, a parte che lui non è colpevole di niente, ma questa antipatia, questo fango e questa voglia di dimenticarsi di questo primo rappresentante di questo gruppo sociale, come dire il primo portavoce delle situazioni che ci sono nelle campagne italiane. Ecco, questa antipatia è segno di un’antipatia generalizzata nei confronti dei più deboli che non vogliamo vedere, che ci illudiamo se ne vadano via, che non difendiamo dallo sfruttamento… Italiani? Altro che “brava gente”!
The Harvest
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