Stamani No-Vax (o ieri?)

Stamani mi sono posto la domanda: dove nascono e come crescono i movimenti contro i vaccini? Un po’ di ricerca ed ecco qui…
In Italia li chiamiamo “no-vax”, ma la diffidenza verso i vaccini non è un’invenzione nostrana. È un fenomeno che attraversa i continenti, con radici antiche e forme nuove, spesso simili tra loro. Già nell’Ottocento, in Inghilterra, c’erano le Anti-Vaccination Leagues contro l’obbligo del vaccino antivaioloso. Negli Stati Uniti, a fine secolo, nascevano associazioni per difendere la “libertà di scelta”. Oggi, nell’era dei social, queste idee corrono più veloci che mai.
Negli USA, il no-vax è un movimento forte ed organizzato, alimentato negli anni ’90 dalla teoria (poi smentita) del legame vaccino-autismo. In Francia, storicamente scettica verso i vaccini, le proteste si sono intrecciate con quelle dei gilet gialli. In Germania, la galassia no-vax si è unita ai movimenti complottisti e all’estrema destra. In Australia, le resistenze hanno portato a misure drastiche: “No jab, no pay”, niente vaccino niente sussidi.
Non mancano forme più culturali e religiose: in India e Pakistan le resistenze rallentano le campagne antipolio, mentre in Paesi dell’Est Europa come Polonia e Romania la sfiducia nelle istituzioni alimenta la diffidenza.
Cosa hanno in comune questi movimenti? La stessa miscela di sfiducia verso le istituzioni, narrativa sulla libertà individuale, e un uso massiccio dei social network come cassa di risonanza.
Insomma, da New York a Parigi, da Berlino a Sydney, il copione si ripete. Cambiano i protagonisti, ma le parole d’ordine sono sempre le stesse.Stamani mi sono posto la domanda: dove nascono e come crescono i movimenti contro i vaccini? Un po’ di ricerca ed ecco qui…
In Italia li chiamiamo “no-vax”, ma la diffidenza verso i vaccini non è un’invenzione nostrana. È un fenomeno che attraversa i continenti, con radici antiche e forme nuove, spesso simili tra loro. Già nell’Ottocento, in Inghilterra, c’erano le Anti-Vaccination Leagues contro l’obbligo del vaccino antivaioloso. Negli Stati Uniti, a fine secolo, nascevano associazioni per difendere la “libertà di scelta”. Oggi, nell’era dei social, queste idee corrono più veloci che mai.
Negli USA, il no-vax è un movimento forte e organizzato, alimentato negli anni ’90 dalla teoria (poi smentita) del legame vaccino-autismo. In Francia, storicamente scettica verso i vaccini, le proteste si sono intrecciate con quelle dei gilet gialli. In Germania, la galassia no-vax si è unita ai movimenti complottisti e all’estrema destra. In Australia, le resistenze hanno portato a misure drastiche: “No jab, no pay”, niente vaccino niente sussidi.
Non mancano forme più culturali e religiose: in India e Pakistan le resistenze rallentano le campagne antipolio, mentre in Paesi dell’Est Europa come Polonia e Romania la sfiducia nelle istituzioni alimenta la diffidenza.
Cosa hanno in comune questi movimenti? La stessa miscela di sfiducia verso le istituzioni, narrativa sulla libertà individuale, e un uso massiccio dei social network come cassa di risonanza.
Insomma, da New York a Parigi, da Berlino a Sydney, il copione si ripete. Cambiano i protagonisti, ma le parole d’ordine sono sempre le stesse.

Visite: 273

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *