Sorpresa

E’ stata una sorpresa ritrovarti nella stazione dei traghetti di Gozo. Un luogo non luogo, simile ai tanti che abbiamo frequentato io e te da giovani: stazioni, aeroporti, bus… Ed ora che giovani non siamo più, è strano che io ti ritrovi solo e sempre in questi angoli vuoti delle nostre realtà. Non un bel locale, una dinamica pizzeria, alberghi di provincia che pure abbiamo a lungo frequentato, un bar con vista lago… No, una volta in una remota stazione in Serbia e pochi giorni fa nel salone vetero modernista dei traghetti di Gozo. Il mio pensiero è andato a te, mentre sorseggiavo una cola senza zucchero (sai, la linea, la glicemia) e ho rivisto il tuo volto accaldato nell’estate romana, in piazza Venezia. Ti ho vista io, mentre scendevo e tu attendevi al semaforo. Anche a Gozo la gente intorno a me aveva facce come la tua di allora.

Perché ti ricordo ancora? Amore? No, non direi. Dopo decenni ogni sentimento è talmente coperto dalla polvere che tutto tace. Ma tu sei la svolta, la non scelta (o scelta) della mia vita sentimentale successiva. Quello da cui tutto è iniziato e che mi ha portato spesso nei non luoghi del sentimento. Spazi senza identità in cui passare il tempo sorseggiando bevande senza nerbo e discutendo coi fantasmi e le domande del se e del come.

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