Non riusciva a capire il perché, ma quella bottiglia anonima lo aveva colpito. Molto. Di solito non era così: apriva una bottiglia di vino, lo versava, lo annusava velocemente e poi lo gustava. Il primo bicchiere è così: si assaggia, il vino. Poi si beve. L’etichetta non lo aveva mai interessato troppo. Memore dei consigli paterni, amava di più la sostanza. Non che non apprezzasse la forma, il disegno o il design delle bottiglie. Ma aveva bevuto troppi francesi anonimi e troppi italiani squillanti per considerarlo fattore fondamentale. Il vino, per giudicarlo, si deve assaggiare. Ma quell’etichetta pulita, semplice, elegante… su una bottiglia anonima, con tappo a vite (gli ricordava certe bottiglie di marsala da prezzo) lo aveva colpito. Un ramo di quercia e una ghianda in assonometria dall’alto a decorare un ricco florilegio di scritte: Cullen Margaret River Wine of Australia Maugan Vineyard Sauvignon Blanc Semillon 2006… (http://www.cullenwines.com.au/pages/wines/wrecent/sbs06.htm) E poi ancora scritte che spiegavano la composizione (60% di sauvignon blanc e 40% di semillon), l’origine da vigneti di proprietà, le tecniche di maturazione (21% natural yeast e 15% in french oaks e il resto?) ed infine una scritta insolita, nuova: "drink now to 10 years". Mica male per un vino bianco. Curioso: rovere dentro (nel vino) e legno fuori (nell’etichetta). Il tutto gli ricordava quelle paroline rimbalzanti della semeiotica: significante e significato… dentro e fuori, forma e contenuto. E il vino? Profumava di legno e di agrumi; in bocca era morbido, discretamente corposo (12,5°), con gusto di legno in evidenza. Buona freschezza nel finale. Piacevole, non c’è che dire. Piacevole ed intrigante: significato e significante, anonimo fuori e ricco dentro, etichetta e contenuto…

Miao…miao…
Un sorriso enigmatico
Lo Stregatto