Oggi non volano più sopra di noi i Canadair, come ogni mattina da settimane. Torneranno però, perché è tornato il sole.
Li sentirò ancora passare sopra casa mia: scendere sul lago d’Orta, prendere l’acqua e portarla dove serve, per cercare di spegnere gli incendi.
La natura è così secca che basta pochissimo: un idiota, un fulmine, un fuoco lasciato andare con un po’ di superficialità.
Una volta qui era sempre umido. Queste cose non capitavano che a volte. Ma quest’estate è caldissima e sembra segnare un punto di non ritorno. Ci vorrebbe quindi un vero e proprio “super Green Deal” per cercare di combattere il cambiamento climatico.
Non so come sarà il vino quest’anno, ma sicuramente vitigni tardivi come il Nebbiolo, che hanno bisogno di escursioni termiche molto elevate in autunno, ne risentiranno. Quest’anno non avranno praticamente nessuna escursione termica.
E quanto riso si farà in pianura senza acqua? Pochissimo. Lo stesso vale per il granoturco destinato ad alimentare gli animali con cui poi si producono i formaggi.
Abbiamo dovuto portare l’acqua anche sugli alpeggi. Una volta si andava sempre più in alto per trovare erba fresca e acqua, sfruttando anche i pascoli più elevati della montagna. Oggi sembra che questa pratica sia destinata a scomparire.
Di fronte a tutto ciò, chi governa affronta argomenti assolutamente lontani dal problema. E tutto sembra servire a distrarre la gente da una considerazione fondamentale: il cambiamento climatico sta modificando profondamente il nostro territorio e le attività che da sempre lo caratterizzano. Sarà un impoverimento collettivo.