Rubinetto fantasma

Rubinetto fantasmaSono stato sorpreso da un rubinetto, un bel rubinetto acciaio satinato, importante, sagomato, cromato, ellissoide, filante come un disegno futurista. Colpito perché bello e perché prodotto in un borgo fantasma della mia Riviera e poi perché lo stesso rubinetto –casualità, coincidenza, segno?- è prodotto dalla Zucchetti di Gozzano (No) è stato posato nei bagni di due diversi –ma per certi aspetti uguali- ristoranti che ho visitato a distanza di pochi giorni: il Delle Antiche Contrade di Cuneo e la Trattoria dell’Alba di Piadena (Cr). Cosa è successo? Appena arrivo al ristorante, vado in bagno a lavarmi le mani. Nel bagno elegante del primo, piastrelle scure, lavabi tronco conici ed asciugamani di spugna, c’era lui: un bel rubinetto ad ellisse, metallo puro, stiloso e firmato. Mi ha fatto piacere trovarlo: viene da un paese reso fantasma dai centri commerciali e dalla crisi industriale. Qualcosa di bello, ho pensato, si produce ancora. Ed era lì ad ornare un bagno degno di un ristorante elegante, stellato, dove ho mangiato alcune cosucce notevoli come  il Coque Foie Gras con Capasanta Arrosto e Fernet Branca, un Brasato non Brasato tenerissimo (sfido, 36 ore di cottura a bassa temperatura) e un Bunet Liquido con Cacao al Forno e Granita al Fernet Branca: un interessante dolce non dolce, freddo e caldo. Piacevole. In abbinamento, un vermentino sardo buono ma dimenticato ed un indimenticabile barolo docg 1993 Massolino Vigna Parafada. Un vino dal bel bouquet ricco, in cui si riconoscevano la resina, il legno, le spezie. In bocca era asciutto, fresco. Mediamente corposo. Asciutto, un po’ allappante e appena appena maderizzato. Grande. Bella cena. Leggera. Bel rubinetto.

Stessa scena, due giorni dopo, a duecento e rotti chilometri di distanza: a Vho di Piadena (Cremona) trattoria dell’Alba. Entro, saluto, mi metto d’accordo con i proprietari e poi vado in bagno. Un bagno moderno, simpatico (quadretti alle pareti, pupazzi sui davanzali) e semplice (ceramica bianca, lavabo di serie). Elemento di spicco: il rubinetto Zucchetti, lo stesso, identico modello. Non più in un ristorante stellato Michelin, bensì in una trattoria Slow Food. Assai nota e frequentata. Asciugamani di carta ma rubinetto elegante assai. Cosa ho mangiato? Un saporito antipasto di affettati vari: salame, culatello, prosciutto crudo, spalla cotta… abbinato a sadanorapa con maionese, cipolline in agro, carciofini sottolio… Poi un bel brodo con tortellini (più piccoli, però) e un assaggio di bollito misto con salse fatte in casa: mostarda piccante e dolce, salsa verde… Un bel Sorbetto alla liquirizia e limone per finire. Vino? Lambrusco alla caraffa: semplice, secco, piacevole… Non male. Chissà se incontrerò lo stesso rubinetto ancora una volta? Chissà se Gozzano tornerà ad essere una città viva e non fantasma? Il rubinetto è bello: le teste ci sono…

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