Una cena al passato prossimo

La prima serata della rassegna enogastronomica al ristorante Il Camino di Pettenasco è stata un ritorno ad un passato prossimo; una bolla temporale che ci ha riportato agli anni novanta, quando una ridda di serate a tema imperversava sui laghi e nella pianura novarese.

Il tema della serata era però assai vago, cosa che una volta non sarebbe successo: se erano i funghi, solo funghi; se era il riso, solo riso; se era il pesce di lago, solo pesce di lago… e via dicendo.

Ora, invece, il tema era abbinare dei piatti con alcuni vini della Tenuta Capretto di Grazzano Badoglio (Piemonte). Grande fantasia dello chef, dunque: ad uno spumante rosato Sciatoguarin si accostava un Flan di Cipolle e Salsa alla Toma del Mottarone Stagionata; ad un Piemonte Sauvignon Antigua doc 2018, dei Ravioli di Pesce Persico con Salsa Beurre Blanc al Timo; ad un Barbera d’Asti Monte Cucchetto docg 2018, una Tagliata di petto d’anatra alla maggiorana con salsa di vino rosso e contorni; infine, con un Mosto parzialmente fermentato Il Novaletto, da uve moscato, si è abbinata la dolce Diplomatica alla Moda dello Chef.

I patti erano in linea con il ritorno al passato prossimo: minimamente creativi, decorati come si faceva una volta (ad esempio la dadolata i pomodori con i ravioli per dare un tocco di colore), poche verdure, buoni. I vini, invece, erano un inno alla modernità: uno spumante rosato assai morbido da uve freisa (stile prosecco, per capirci); la barbera era decisamente barriquata e potente (15,5 gradi!); il sauvignon equilibrato e profumato. Nulla da dire sul buon mosto parzialmente fermentato.

Il piatto preferito: i Ravioli, sopra tutti. E il vino? Il sauvignon, per equilibrio e non sfacciata piacevolezza.

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