Parole di Barolo

Due o tre frasi raccattate da un depliant pubblicitario in cui si esalta (giustamente) la qualità del famoso vino italiano. Ma due parole creano ambiguità e se da una parte sono congeniali per dare valore immateriale al vino, dall’altra generano evidente confusione. Leggiamo infatti che: “Il Barolo è un vino corposo, ricco e vellutato che si presta bene all’invecchiamento. I più pregiati fanno parte della linea Riserva per i quali è d’obbligo l’impiego dell’arte più alte di vinificazione”. Allora, passi “corposo” che indica la percezione tattile e calorica che ha un vino alcolico e con residuo fisso alto; bene anche “ricco”, intendendo ricchezza di profumi, complessità di gusto; ma “vellutato” cosa significa. Io direi, morbido al palato come morbido al tatto è il velluto. Una sinestesia e neanche troppo facile da sciogliere. E poi, siamo sicuri che fare il vino è “un’arte”? Un artigianato artistico, direi. Comunque credo che per ogni ottimo vino ci voglia “l’impiego dell’arte più alta di vinificazione”. Barolo in primis ma non il solo.

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