Ostu di Djun

Verrebbe da dire che è un ristorante a tema. Senza però individuare il tema. E' infatti un mix fra ristorante di cucina tradizionale del basso Piemonte, con un aspetto turistico ed accoglienza aperta, familiare e simpatica, ed un ristorante dal tocco ricercato.. Uno per tutti: il vino servito solo in versione magnum. Il patron ci ha detto "perché è migliore". Vero. Ma queste bottiglione fanno un certo effetto scenico, originali e ricercate. Anche per la varietà e i nomi dei produttori. E il tovagliato è bello, non bellissimo. Ma bello. Così come sono originali i biglietti da visita autodisegnati (da lui, dalla figlia piccina, da amici) che fanno il paio con le analoghe etichette delle grappe di Levi, presentate quasi su un altarino all'ingresso del locale. Insomma, una finta semplicità; una finta casualità (anche il nome in dialetto), un locale in stile apparentemente semplice, dietro a cui si cela un ristorante dove si mangia bene, tradizionale: io ho mangiato, bagna cauda, salumi vari, torte salate, tagliarin con tartufo, formaggella con uovo e tartufo, carne cruda, arrosti… e poi non ricordo. Vini buoni. Il cibo è buono, il conto non è esagerato (senza tartufo si mangia abbondantemente sui trenta euro), ma il suo bello è l'ambiente che i proprietari hanno saputo creare. Da consigliare soprattutto a chi vuole anche un po' di "anima" e di "teatro" nella ristorazione… Ma lo consiglierei un po' a tutti.

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