A metà strada

La recitazione di Antonino Cannavacciuolo è a metà strada fra sé stesso e un attore vero. Recita ed è un po’ come se recitasse sé stesso. Come si guardasse dall’esterno. A volte un po’ straniante. Però, per il resto è un personaggio gradevole al centro di un operetta assai piacevole: “Mettici il cuore Cannavacciuolo all’Opera Live Cooking” che ho visto al Teatro Coccia di Novara la settimana scorsa.

La scenografia è quella di un cucina didattica, con un piatto veramente realizzato (ed assaggiato da uno spettatore estratto alla fine); la storia è di un amore vecchio e di uno nuovo, gelosia, donne civettuole, omosessualità… Bello e divertente, ben cantato e tutto sommato assai ben recitato anche dallo “cheffone”.

Detto così, sembra poco. Ma invece c’è molto: musica, orchestra, canto, dialoghi, risate, situazioni… Io mi sono divertito e questo per me è molto. Lo rivedrei…

E il piatto? Linguine di calamaretti spillo e salsa di pane di segale… non male, ad occhio. Ma è forse qui l’aspetto più recitato ed artefatto dello spettacolo, non il cuoco: per cucinare ci “devi mettere il cuore” (oibò , e la conoscenza); i calamaretti si devono “massaggiare”; la pasta va “pettinata”. Era come vedere uno spettacolo nello spettacolo: solo che, curiosamente, lo spettacolo della cucina viene sentito come vero e non verosimile come quello del teatro!

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