
Volevo andare a fare un fine settimana a Londra. E volevo andarci anche per assaggiare vini, vini dal mondo. Anni fa avevo infatti letto di Vinopolis, museo interattivo dedicato al vino. Ed era una delle mete, una delle scuse per un fine settimana a Londra: città cosmopolita e vini dal mondo. Però… però ho cercato in rete ed ho scoperto che il Museo è “chiuso!”. Orrore! E che alternative ho allora?
A Londra non so, ma un po’ ovunque nel mondo avrei solo da scegliere. Però, magari, resto in Italia. In Toscana c’è il nuovissimo Museum a Castagneto Carducci: il Museo Sensoriale Multimediale del Vino di Bolgheri e della Costa Toscana. In una fattoria del Cinquecento. Oppure in Piemonte c’è il WiMu di Barolo che invece ha qualche anno e piace ancora assai: è nello storico Castello Falletti, dove è nato il barolo. Non un museo tradizionale, ma anche questo visivo, interattivo, coinvolgente… Più tradizionale è il Museo del Vino di Torgiano MUVIT. Situato nel seicentesco palazzo Graziani Baglioni. Altrettanto classico il Museo Agricolo e del Vino di Capriolo (Brescia) ricavato nei rustici dell’Azienda Agricola Ricci Curbastro con migliaia di oggetti testimoni del lavoro agricolo d’altri tempi. Poi il Museo Provinciale del Vino, Caldaro, Alto Adige, che si trova nel Castel Ringberg che è il più antico museo italiano dedicato alla viticoltura. Inoltre c’è anche il Museo del Vino – Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, Tolentino, Marche. Espone strumenti ed oggetti usati nel passato per la lavorazione delle uve. Le cantine furono edificate nel corso del XVII secolo per conto dei Gesuiti, ai quali era stata affidata l’Abbazia nel 1581. E per finire questa non esaustiva carrellata, cito il Museo del Brunello di Montalcino: fotografie, documenti, oggetti, video… Ovviamente, Parliamo di Toscana.
E all’estero? Tanti, difficile la scelta. Certo da vedere a Bordeaux La Cité du Vin: modernissimo, design, sale, assaggi, ristorazione, mostre… grande. Poi decine di altri in ogni dove, ma forse è meglio informarsi prima. Per evitare sorprese “alla londinese”!