Chissà che vecchio saresti diventato, Mimmo.
Sono qui in macchina. Questa domenica mattina sto andando a fare una passeggiata con degli amici. Ho una leggera acidità di stomaco, la testa un po’ appesantita dagli alcolici, e mi sei venuto in mente tu.
Sai perché? Ieri sera ho incrociato una paella, ma non l’ho assaggiata. Però mi è venuto in mente quella volta che andasti (andaste, ma con chi eri?) in Spagna con gli altri, dalle parti di Barcellona, in quella specie di Rimini sulla Costa Brava che si chiama Portbou. Ci sono stato anch’io, poi, in gita scolastica anni dopo. Ma era prima che tu morissi e la località non mi ha detto nulla di più.
Tu raccontavi che mangiavate la paella col pane, tanta fame avevate. Eravate giovani, avevate voglia di vivere. Era proprio bella, quella stagione della nostra vita. E quanto vi eravate divertiti. Eri un amico di gioventù, uno di quei personaggi di paese che, anche dopo tanti anni, continui a chiamare per nome come se tutti dovessero sapere di chi stai parlando: il Mimmo.
Oggi ho pensato: chissà come saresti stato se fossi ancora qui. Te ne sei andato per un infarto, senza arrivare ai cinquant’anni. Tutte quelle bevute, tutte quelle sigarette… il tuo cuore ha ceduto. Buono, generoso, ma non abbastanza forte.
Chissà se avresti avuto i capelli brizzolati come i miei, o se saresti stato spelacchiato come me. Chissà se anche tu avresti combattuto con la pancia. Ma sì, tu avresti avuto una pancia enorme, con tutta quella birra e quel whisky che bevevi! Però facevi l’operaio, ti muovevi di più. Un po’ di pancetta, comunque, l’avresti avuta sicuramente. Chissà come sarebbe diventata la tua faccia da fenicio. Chissà da dove arrivava il tuo dna: dalla Calabria interna, dalla costa, più in là Africa? Non me lo ricordo neanche più. Chissà davvero che faccia avresti avuto oggi.
Credo che nei prossimi giorni andrò a trovare il Fausto e cercherò di salutarti insieme a lui. Di riabbracciarti, in qualche modo. Ma a mangiare la paella col pane, no, non ce la farò. Te lo giuro: quella è una cosa troppo forte anche per me.
Ciao, Mimmo. Chissà come saresti stato.