Un Natale in Francia… Anni Fa!

“Natale 1925: direi che è un capolavoro di francesità opulenta!  Partendo dai due tipi di ostriche si arriva già esausti alla sogliola ricoperta di una sostanziosa salsa, dopo essere passati attraverso una crema di pollo o un consommé tartufato ed arricchito di carote, pastinaca e cerfoglio. Come trovare la forza per affrontare la sella d’agnello, il tacchino tartufato, il paté in crosta e un’insalata di sedano rapa, patate, carciofi e tartufi condita con remoulade o maionese? Il gelato si scioglierebbe, ma la piccola pasticceria è obbligatoriamente da inserire nel doggy bag!!! Sicuramente menu super ricco e dieteticamente improponibile. D’altra parte il pranzo festivo non lo è mai stato!! Tuttavia è interessante la scelta di ingredienti di pregio ma non esotici. Sto, invece, provando un discreto disagio leggendo i menù di natale e Capodanno di molti ristoratori italiani: poca coerenza e progettualità, banalità modaiole e non stagionalità a profusione. Sarà anche per compiacere e sedurre il cliente…”

Ringrazio Maria Cristina Pasquali a cui ho mandato uno dei menù che Giuseppina ha trovato a casa sua. Roba del nonno (“ma era troppo giovane!” Collezionista?). Tutti menù francesi, anche scritti a mano (nei ristoranti: tanta roba!). Piano piano li pubblicherò, parte. Curiosità, confronti, indagine sociologica e storica… Non so. Ma certo una volta alle feste mangiavano di più. Facevano lavori più pesanti, se ne fregavano della dieta, festeggiavano poche volte l’anno. Ognuno si dia una risposta, se vuole.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Da inizio 2022 Fiduciario della Condotta Verbanese di Slow Food. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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