Questi vini firmati dagli chef mi lasciano indifferente: di solito sono vini che costano assai e con un gesto da antropofago ti bevi sia il vino sia il produttore sia il cuoco famoso. Forse è per questo ammasso di “carne” e “liquidi” che costano così. Più che un vino un gesto pagano, un sacrificio.
Comunque questo firmato Marco Sacco, persona simpatica devo dire, lo assaggerò se lo troverò sulla mia strada. Così come ho assaggiato (così, a memoria) il prosecco di Cannavacciuolo, il panettone sempre dello stesso e altre chicche simili). La sommelier del Piccolo Lago, Sayaka Anzai, racconta che “Queste 4 cuvées, tutte millesimate 2018, erano tutte diverse, una fine, una elegante, uno equilibrio e uno wild. Pensando a nostro chef Marco Sacco…… abbiamo deciso tipo “wild” unico 100% Pinot Nero Extra Brut di 50 mesi su lieviti!!”. Il vino è quello di Enrico Serafino, il tocco è quello creativo (anche nel linguaggio) de la sommelier e l’imprimatur quello di Marco Sacco.
Se capita, l’assaggio.
