Ci risiamo: le solite cose dette male. Leggo sull'Informacibo che “la Fipe lancia il progetto "Alla ricerca del piatto perduto". A partire da martedì prossimo, 27 settembre 2011, tutti i ristoranti che aderiscono… ideato da Fipe per celebrare la Giornata Mondiale del Turismo, individuata dall'Organizzazione mondiale del Turismo (Unwto) nel 27 settembre, si impegnano ad inserire nei loro menu il piatto tipico del loro territorio. La specialità della loro provincia diventerà così la bandiera gastronomica di quella zona, segno di distinzione nel mondo”. Belle parole, davvero; in piena logica turistica ma non vere. Seguite cosa dicono ancora “ovunque ci si troverà, in Italia o all'estero, ordinando quella specialità si saprà che si sta per mangiare alla maniera degli abitanti di una determinata area geografica”. Alla maniera degli abitanti? Ma va! Un conto è ciò che noi riteniamo tradizionale, un altro ciò che noi mangiamo. Il piatto tradizionale è spesso un'astrazione, la cristallizzazione di un sistema di cottura, una delle varianti possibili con un certo prodotto, una preparazione di area (pianura, fiume, montagne…) più che di provincia… e quasi mai ciò che si mangia in casa oggi. Sentiamo tradizionale la “paniscia”, ma decliniamo il risotto in vari modi più leggeri; lo stracotto è tradizione ma la bistecca è più veloce; il formaggio stagionato ci riporta al passato ma la crema si spalma più facilmente… Pure fantasie, dunque. Fantasie necessarie in un mondo dominato da logiche turistiche. Lo si ricava proprio dalla lettura: “L'iniziativa Fipe "Alla ricerca del piatto perduto" vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza del turismo come risorsa strategica per il nostro paese da un punto di vista economico e sociale e dimostrare come la ristorazione italiana giochi un ruolo fondamentale per rendere ancora più attraente l'Italia come meta turistica. L'idea è stata accolta con entusiasmo da parte dei ristoratori tanto che il numero di chi ha aderito all'iniziativa ha quasi raggiunto le 700 unità ed altre adesioni stanno ancora arrivando”. In effetti “Partecipare a questo festeggiamento – afferma Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio – vuol dire diventare il protagonista principale della Giornata. Siamo contenti che al ministro Brambilla sia piaciuta la nostra idea che centinaia e centinaia di ristoratori da Trento al Agrigento celebrino la Giornata Mondiale del Turismo per il tramite della gastronomia. Noi crediamo che la ristorazione permetta ai popoli di conoscersi e di capire il loro passato, il loro presente e anche il loro futuro. Non a caso la tavola tipica rappresenta il secondo motivo di scelta dell'Italia come meta turistica da parte degli stranieri e rappresenta addirittura il primo motivo per chi sceglie di tornarvi”. Giusto, ma detto male.
Le solite cose dette male
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