Guizzi

Sei lì che prendi appunti e ogni tanto alzi la testa. Tu ricordi allora che sei sul battello Piemonte, battello ottocentesco che solca le acque del Lago Maggiore. Sei ad una particolare conferenza stampa, durante una crociera sul Lago. Vini ossolani. La montagna e il lago insieme. Ottimo. Abbassi testa seguendo le parole di Gaiardelli, di Raspelli, di Porini, di Sartoretti, del sindaco di Stresa… alzi la testa ogni tanto e negli occhi ville storiche, lame di luce sull’acqua, barche, pontili, prati inglesi, prati, case moderne, tracce di medioevo, verde, boschi, scogli, ferrovie a strapiombo, strade strette, dirupi, fabbriche abbandonate, spiagge, antichi borghi… e così ti coglie quella felicità fragile, quella consapevolezza dell’hic ed nunc lacustre che così esprime Sereni: “Improvvisa ci coglie la sera/ Più non sai dove il lago finisca/ un murmure soltanto sfiora la nostra vita/ sotto una pensile terrazza/ Siamo tutti sospesi a un tacito evento questa sera/ entro quel raggio di torpediniera/ che ci scruta poi gira se ne va”.

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