Per Caso a Domosofia

Passo per caso a Domosofia ieri (oggi ci andrò con convinzione) e seguo un pezzo dell’incontro “Domosofia Gourmet: il Festival a Tavola”. Tre chef locali e non a confronto: Giorgio Bartolucci, Frank Reynaud e Marco Sacco

Parlano di cucina, ovviamente, e mi piace molto la contaminazione giappo-ossolana-italiana di Bartolucci con i Ramen Ossolani. Probabilmente mi sarebbero piaciuti i concetti espressi anche dagli altri due, ma sono arrivato tardi. 

Presto però per sentire l’ultima domanda: come se la vedono la cucina del futuro? Il francese è secco: “dovrai essere ricco per mangiare come mangiavano i contadini”. Un po’ tutta da svolgere come idea, ma facile da intuire: prodotti di qualità, sani, semplici, non trattati… Poi Sacco porta il discorso sull’attualità: “un futuro duro, direi… pizze a 35 euro… difficoltà a trovare personale…mondo della gastronomia, ad ogni livello, a rischio… aumenti… dovremo rimetterci in gioco”. E su questo non si può che essere d’accordo. Dopo le fosche tinte di Sacco (che pure è uno coraggioso, sia detto), Bartolucci è stato un po’ spiazzato ed invece di dire ciò che avrebbe voluto dire (forse) si è limitato ad un generico appello all’ottimismo e alla solidarietà reciproca. Una contaminazione che per lui è sì nei piatti, vedi il Ramen, ma anche nella collaborazione e nell’amicizia fra cuochi: “rivalità sì, ma anche spirito di gruppo, imparate dagli altri”. Per poi concludere con un appello per affrontare il mondo fosco previsto da Sacco: “noi giovani -ha detto Bartolucci-  dovremo avere più spinta”. Bravo.I tre cuochi, insieme ad altri come William Vicini e Stefano Allegranza, saranno ancora protagonisti a Domosofia con l’iniziativa Domosofia Gourmet. Il Festival a Tavola, cena benefica il cui ricavato sarà devoluto alla fondazione onlus “Specchio dei Tempi”. Tempi bui come ci ha ricordato Marco Sacco. Che stimo molto sia detto, ma che mi è sembrato un po’ troppo aderente alla cronaca.

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