Bella cena, bel locale, piatti buoni e ricercati, ampia scelta di vini… ma davvero troppo e per troppo tempo. Mi spiego. Vado alla Strattoria di Montrigiasco sopra Arona, ad una cena di Slow Food, Cena dell’Alleanza dei Cuochi. Appuntamento alle 20, ma si inizia, con calma, alle ore 20,30 circa. Ci saranno serviti sei piatti, ci saranno quattro o cinque -non ricordo bene- brevi intermezzi per spiegare i vini, per conoscere lo chef. Alle 12,00 di un giovedì notte, esco dal locale. Tempo di arrivare a casa ed è l’una, mi butto a letto con sei piatti (più il pane, più il vino) sullo stomaco; alle 6,30 sono sveglio e faccio colazione con la citrosodina. No, non si può mangiare così tanto alla sera, almeno io non posso più; né si può stare a tavola così tanto tempo (e poi noi che sfottiamo i meridionali!), non posso più andare a dormire con la cena sullo stomaco… Magari è solo un problema mio. Magari…



Ma come mai voi direte? Credo che i signori della Strattoria abbiano voluto strafare: tanti piatti ben fatti e ben presentati per tanta gente (il locale era pieno). E i tempi si allungavano; poi quattro vini da presentare, cambiare bicchieri, servire. E poi le chiacchiere…
Io ci tornerò alla Strattoria, perché è un locale intelligente e pensato, ma arriverò alle 19,30 e dopo due piatti ed un vino, me ne andrò a fare due passi da qualche parte. La mattina preferisco fare colazione con il caffè!