La Bottiglia Ritorna

Sono perseguitato dalla bottiglia di Travaglini, quella strana che contiene il gattinara docg dell’omonima azienda. Vanno (andarono) a fare un viaggio in Islanda e la trova (trovarono) in un locale, carissima e bella: là in cima fra anonime bottiglie francesi; sono a pasquetta con amici e un ospite arriva con due bottiglie, una per mano, come fossero due manubri: è lei; mio fratello dichiara il suo amore totale per lei, versione riserva, e per lo champagne: nessuna parentela, ovvio; mi invitano a Borgosesia ad un incontro fra imprenditori e arte contemporanea. Lì la signora Cinzia Travaglini ci dice che questa bottiglia ha sessant’anni, che la volle suo padre, che è stata fotografata da un artista contemporaneo, che dicono degna del MoMa di NY… Ne apre alcune del 2013.

Difficile definire il bello, almeno per me; più facile definire l’originale. E questa bottiglia lo è davvero. Giustamente da celebrare e fors’anche da esporre. E il vino? Buono, almeno l’annata 2013. Un gattinara docg classico: profumi ricchi ma non invadenti; corpo pieno ma non muscolare; buon gusto e una vena di freschezza che lo rende adatto alla tavola e alla cantina: nel senso che se lo dimenticate, lo troverete ancora buono dopo anni.

La bottiglia, nuda e vuota, potrebbe andare bene per i fiori, per fare lampade, per fare arredo. Dite un po’ voi…

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