Leggeri

Son passato al volo da Golosaria ed ho visto ed ascoltato molte cose. Il luogo non era un granché: un padiglione scatola della Fiera di Rho. Brutto ma certo razionale. Sul palco della Fiera si è parlato di tutto con tanti ospiti. Fra le cose che ho colto il concetto di “over-packaging”, l’eccesso del contenitore sul contenuto; e di “impegno contro lo spreco alimentare”. Mi son venuti in mente due episodi personali: la degustazione di Barolo docg Corino Arborina 2020 che ho fatto a Ghemme. Un vino importante, di quelli che durano e che costano, ma dalla bottiglia standard, vetro leggero, una sola etichetta. Proprio poco “over-packaging”. Come era il vino? Giovane e già in gran parte buono. Meglio però aspettare un paio di anni per il meglio. E “l’impegno contro lo spreco alimentare”? Un plauso alla Carrefour, dove io trovo i cibi in scadenza offerti insieme e poi aderisce alla piattaforma Too Good to Go. Un piccolo ma importante impegno. Bravi entrambi!

E Golosaria? Beh, tanta roba! Il luogo non aveva nulla di poetico, ma la poesia era data dalle decine di produttori presenti. Un salone stile “Terra Madre – Salone del Gusto” in versione laica, ma sovrapponibile. Da vedere.

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