I Miei Morti

Oggi li ricordo tutti. E sono tanti. A partire dalla vicina di casa che sparì in un tempo di me ragazzino. L’ho rivista anni dopo al cimitero ed ora so dove era andata e da dove arrivava. Poi ricordo il mio amico Mimmo, che un’ennesima sigaretta ha ucciso. E il fratello della mia fidanzatina che morì in uno stupido incidente d’auto e che vidi all’obitorio. E la mia allieva che una targa ricorda tra Ornavasso e Migiandone. E poi ricordo i miei, mamma e papà che mi mancano sempre e per sempre. Poi vedo fra i miei pensieri Gianni, che certo ho deluso, ma che accompagnai fino alla morte nascondendomi dietro a pietose bugie (mai più mai più). Ricordo con piacere il “pitu”, mi era simpatico, e l’Eugenio, generoso ed altruista. Mio zio Gigi e la sua passione per i pizzi femminili. Lo zio Felice, un’anima artistica e creativa. Mio zio Damiano, che trovai arguto solo poco prima di lasciarci. E che dire di zio Marzio? Un folle consumatore di patrimoni che mia zia Franca, morta pure lei, forse avrebbe condotto in un porto tranquillo. Mia nonna Irma, la parsimonia fatta persona. La bisnonna Ida che mi inseguiva sulle scale per chiedermi delle medicine, visto che studiavo dovevo sapere (ah ahahha ero al liceo). Il nonno Riccardo di cui porto il nome sul tavolo bianco e freddo. E il nonno Mario (ma si chiamava Achille, chissà poi perché Mario?) che ansimava sulle scale di casa. E poi lo sguardo stanco e il viso scavato di Antonella che avrebbe avuto bisogno di un altro paio di polmoni. E il cappello originale di Moreno che non si ricordava più dove aveva il cuore… e Leo e Manzo e Claudio e il soldato e e e… e il mio cuore e i miei pensieri oggi vanno a loro, con la consapevolezza che essere vivi è un attimo e poi è ombra. Ci sarà poi luce? Non lo so ma un po’ ci spero. Un abbraccio a tutti.

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