I “Gufanti”

“Gufanti”, participio presente di un verbo inesistente: “gufare”, augurarsi il peggio, dire che le cose vanno sempre peggio… Sono una razza abbondante di adulti che oggi trovo in rete: “il governo fa schifo!”, “le cose vanno sempre peggio!”, “gli italiani sono dei pecoroni non si ribellano”, “i banchieri ci vogliono ridurre come la Grecia”… inutile far notare loro che il prezzo della benzina è alto ovunque, che il pil della Grecia è in salita, che in Italia si vive bene (gli stessi poi esaltano l’Italia come “il Paese più bello del mondo”, mah!?)… Poi esci per strada e vedi intorno a te il Lago preso d’assalto da turisti italiani e stranieri, le seconde case belle e ben curate (da italiani e stranieri), le auto tedesche di alta gamma che sfrecciano intorno a te, le serate champagne nei locali… forse solo qui da me, ma un po’ ci si sposta e situazioni analoghe le vedi un po’ ovunque. Dove vivono i “gufanti”? In qualche sordida periferia urbana? Forse alcuni, ma alcuni sono qui vicino a me.

“Gufanti”, participio presente di un verbo inesistente: “gufare”, augurarsi il peggio, dire che le cose vanno sempre peggio… Sono una razza abbondante di adulti che oggi trovo in rete: “il governo fa schifo!”, “le cose vanno sempre peggio!”, “gli italiani sono dei pecoroni non si ribellano", “i banchieri ci vogliono ridurre come la Grecia”... inutile far notare loro che il prezzo della benzina è alto ovunque, che il pil della Grecia è in salita, che in Italia si vive bene (gli stessi poi esaltano l’Italia come “il Paese più bello del mondo”, mah!?)...

Penso che siano come i miei vicini di casa di tanti anni fa: una vecchia coppia di signori anziani senza figli: lei coltivava delle belle rose ma era terrorizzata che gliele rubassero ed aveva aggiunto una rete che avrebbe dovuto impedire a chiunque di farlo: noi ragazzi lo facevamo apposta, e gliele rubavamo. Tiè, vecchiaccia! Lui era sempre a brontolare che le cose andavano sempre peggio, che “era tutto una babilonia!” e fesserie simili. Intanto mangiavano regolarmente, un tetto sulla testa ce lo avevano… le loro sfighe personali (solitudine credo in primis) si traducevano in un “gufaggio” continuo. Stavano sulle p…e un po’ a tutti. Così come mi stanno sulle p…e quelli che trovo sulla rete, anche perché qualcuno lo conosco. Con uno debbo andare a fare una serata di ostriche e vini top: non male per uno che maledice i governi uno dopo l’altro, sognando un politico salvatore e taumaturgico che lenisca le sfighe nostre ma, credo, soprattutto le sue!

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista, gastroantropologo e blogger. Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Da inizio 2022 Fiduciario della Condotta Verbanese di Slow Food. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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