La sfida era tosta: cuocere il gallo ruspante di mia mamma, vissuto due anni in libertà e poi frollato nel freezer per molti mesi. Glielo ho portato grosso e fisso nel suo gelo, ricordando il suo magnifico piumaggio. Uno degli ultimi animali che ha visto mamma. Meritava giorni di lavoro a più mani: scongelato, tagliato a pezzi da Fabio, cotto a bassa temperatura nel roner per cinque ore e poi in pentola per altrettante da Francesca. Era squisito: carne soda ma masticabile, saporito di suo e poco più. Ottimo. Un pensiero triste e un sorriso agli amici che avevo intorno per condividere la cena. Grazie.
Francesca e il gallo
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