Dopo anni, mi è sembrato di vederla ancora: di spalle, in un’anonima stazione della Serbia. Io passavo in treno. Era lei, forse, un po’ ingrassata ma lei. L’ho fissata a lungo, sperando che si girasse. Di solito è così: tu fissi una persona da dietro e lei (lui, non importa) si gira, perché “sente” d’essere osservata/o. Lei no, sempre testarda!
Erano anni che non la vedevo. Ogni tanto degli inconsapevoli messaggeri mi avevano riferito di lei. Non sembrava stare bene. Per cui non credo che fosse lei là. O forse sì. Voi direte che io vaneggio. Magari sì. Indirettamente però l’ho incontrata un paio di volte: uno scritto rabbioso e un messaggio di ringraziamento. In tanti anni.
Una volta, tanto tempo fa, mi è anche apparsa in una giornata ventosa. Stavo accendendomi una sigaretta (mamma mia, quanti anni sono passati!) dentro un angolo sul lungolago. E, alzando la testa girandomi, ho visto lei che mi passava davanti. Mi ha salutato sorridendo e poi è andata via. Nel vento. Non so, ma mi è sembrato che dietro di lei ci fosse come una scia: profumo, sciarpa leggera, filo di fumo… Non so, forse è qualcosa che ho sognato poi.
Sogni, sensazioni… fino a quando sul treno che andava verso il mare non sono tornato in me e mi sono convinto che era assurdo e che, chiunque fosse quella donna, lei mi aveva abbandonato da anni.