Vino in Villa (romana)

Carina questa notizia: una Cantina che è anche museo. Archeo-Enologia! Leggo che il 10 luglio scorso, la cantina Feudo Antico ha inaugurato la nuova sede. Ma è una sede particolare: sorge infatti nel sito archeologico di una villa romana di epoca imperiale scoperta nel 2013, durante i lavori di preparazione del suolo per i primi reimpianti di Pecorino. L’iniziativa vede nascere dunque una sede-museo per la valorizzazione e protezione di questi antichi reperti.
“È un grande giorno per Feudo Antico. Sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza abbiamo portato alla luce e restaurato parte della villa romana rinvenuta nel 2013, rendendola così fruibile al pubblico – dichiara Vittorio Di Carlo presidente della Società – Abbiamo voluto realizzare un complesso aziendale che dal punto di vista architettonico fosse il più leggero e rispettoso possibile dell’ambiente circostante, evitando posticce allusioni e anzi segnando nettamente la differenza tra l’opera dei nostri gloriosi progenitori e la realizzazione attuale. Grazie all’estro e alla sapienza dei progettisti che hanno sposato l’idea con appassionato impegno e alle maestranze che hanno messo in campo tutta la loro esperienza, oggi possiamo fruire di questa struttura di grande pregio, delicatamente adagiata tra il mare, la Maiella e il Gran Sasso”.
La nuova sede ospiterà uno showroom, un wine-shop e gli spazi destinati agli uffici, allo stoccaggio e all’invecchiamento delle bottiglie e all’affinamento in anfora. Da vedere, direi.

Due note sulla Cantina: Feudo Antico nasce nel 2004 dando vita a un progetto sperimentale di archeo-enologia nel territorio di Tollo (Chieti). L’intento è rivitalizzare le coltivazioni autoctone e proteggere un ambiente fragile, rafforzando al contempo il senso di appartenenza della comunità.
Distribuito solamente nel settore Horeca, Feudo Antico si concentra oggi principalmente sulla Docg Tullum, la denominazione istituita nel 2008 ed elevata a DOCG nel 2019 che promuove varietà locali come Montepulciano, Passerina e Pecorino. Attualmente produce circa 150 000 bottiglie di cui il 58% vendute all’estero, prevalentemente in Europa.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg.Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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