Divinoinvaso

Io lo faccio da tempo: utilizzo le scatole di legno, gli astucci del vino, per altri scopi: contenitori, oggetti d’arredo (soprattutto il frontalino) ed anche sottovaso da balcone. L’idea della Cantina di Toblino è dunque in linea con quanto fanno molti come me: riutilizzare le scatole. In questo caso però sono loro ad aiutare noi: fornendo delle cinghie e delle scanalature per esporre in sicurezza (se appoggiato a terra non serve, ovviamente). Bella idea che si chiama Divinoinvaso ed è la seconda vita che Cantina Toblino ha pensato per una scatola da vino. Il progetto è frutto della collaborazione con Beelieve, start-up trentina che produce oggetti di design con il legname proveniente dai boschi flagellati dalla tempesta Vaia nel 2018 e realizzati da giovani che vivono situazioni di temporanea difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro della cooperativa Progetto 92 di Trento. L’obiettivo è quello di permettere un ulteriore uso per la cassetta di legno da vino, trasformandola in un vaso di fiori pensile. Un contenitore versatile perché proprio grazie ai tiranti che poi lo trasformeranno in un portavaso può contenere bottiglie di diverse dimensioni e tipologie in formato magnum. Leggo sul comunicato che la Cantina Toblino è “da sempre impegnata a favore della sostenibilità ambientale e dello sviluppo della viticoltura biologica in Trentino”, avendo avviato “dal 2018 un progetto volto alla salvaguardia della biodiversità nei vigneti. L’intervento ha riguardato la realizzazione di strutture funzionali alla diffusione della fauna selvatica, che sono rappresentate da manufatti indirizzati al riparo delle specie selvatiche vertebrate ed invertebrate – nello specifico 182 nidi sia per l’avifauna che per i chirotteri – realizzati con legname certificato PEFC proveniente dalla Val di Fiemme, teatro della tempesta Vaia, come i nuovi Divinoinvaso”. Buone idee, direi.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista, gastroantropologo e blogger. Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Da inizio 2022 Fiduciario della Condotta Verbanese di Slow Food. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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