Sulla collina sopra Ghemme, là dove erano boschi e rovi, sta iniziando un pezzo di futuro. Là, infatti, i fratelli Rovellotti hanno piantato centinaia di barbatelle di nebbiolo, in primis ed ad abundantiam, ma anche vespolina ed erbaluce. E’ uno spettacolo vedere dieci ettari di nuovo vigneto in uno spazio conteso ai boschi di querce, rubinie, rovi e felci… Un investimento che apre al futuro e che la dice lunga sulla vivacità dei vini alto novaresi: dal boca doc al fara doc, dai rossi classici come il ghemme docg ai nuovi vini spumantizzati da uva erbaluce. La dice lunga anche sul coraggio imprenditoriale di Antonello e di Paolo. Ovvio che in loco le chiacchiere sono molte: hanno un socio “x”, hanno soci “y”… il loro investimento, in una realtà piccola come quella di Ghemme, è di quelli che colpiscono: soldi, prospettive, aumento di produzione, nuovi mercati per loro (ma anche per tutti)… più che chiacchiere merita dunque un brindisi.
Lasciamo stare il loro ottimo spumante, per ora, e facciamo un brindisi virtuale con due ottimi ghemme docg assaggiati pochi giorni fa a distanza di poche ore: il ghemme docg 2007 Rovellotti e il ghemme docg 2006 di Marco Arlunno, nuova leva della Mirù, azienda altrettanto valida. Due ottimi vini: il primo morbido ma non domo, subito piacevole; il secondo ancora nervoso di tannini e freschezza, ancor giovane… Due vini comunque da cibo: formaggi, carne, risotti con i funghi (è stagione!)… o da lenta e solitaria degustazione.
A corona di queste belle sensazioni la consapevolezza che l’annata 2015, sulle Colline Novaresi, sarà una magnifica annata: sole, forse poca acqua, un po’ di anticipo nella vendemmia, ottima maturazione delle uve, buona escursione termica a fine estate… un’annata grandiosa!
Dieci ettari di futuro (per il ghemme docg)
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