Diciotto barolo ed una taiwanese

Simpatico Stefano che si ricorda sempre di me, quando ci sono occasioni strane, curiose, cose così… apparentemente senza senso. Che senso potrebbe infatti avere l’assaggiare sedici barolo di annate diverse e di altrettanti produttori, in compagnia di cuochi e sommelier, per fare un favore ad una sorridente signora taiwanese? Nessuno, in apparenza, ma nell’immediato mi ha fruttato l’assaggio di sedici discreti, buoni, ottimi vini; un quick lunch al Piccolo Lago di Verbania, vera e propria officina gastronomica italiana; alla lunga, poi, il mio faccione apparirà su una pubblicazione (libro? rivista?) di Taiwan, a cura della sorridente Xiaowen, che intende fare business con questo vino piemontese, vero e proprio “cult” nella sua isola-stato. Un po’ di “polvere di stelle” anche per me, dunque?
Ma che vini abbiamo assaggiato? Ecco qui l’elenco, in ordine di apparizione: Barolo Bussia Attilio Ghisolfi 2010, per me da otto, che si è classificato 11mo; il Barolo Sorì Ginestre Conterno Fantino del 2011, per me da otto, classificatosi settimo; terzo ad essere servito, il Barolo Cerretta Ettore Germano del 2010, per me da 8 e mezzo, ma giudicato da tutti il terzo fra i più buoni (leggo sulle mie note “profumi puliti, poi aperti, ma buoni; in bocca morbido, ancora asciutto, da tenere lì. Buono!”); quarto del parterre, il Barolo Badarina Bersano 2009, per me da otto e mezzo, ma nel complesso giudicato al decimo posto; quinto, un non meglio da me identificato Barolo Bussia 2010, per me da sette e mezzo, e giudicato ottavo in cotanto senno. Nulla di grave, dunque, se non ricordo di chi è!; sesto in assaggio, per me da sei e niente di più, nessun voto dai nove degustatori, il modesto Barolo Dosio 2010 (chiuso, magro, troppo allappante”); settimo in degustazione, il Barolo dei Marchesi di Barolo, per me un sette e mezzo, per gli altri anche meno, visto che non ha ottenuto neppure un voto; l’ottavo vino, il Barolo Camilla Bruna Grimaldi 2011, per me solo un sette ma giudicato da tantiil migliore ed infatti è per media il numero uno: il migliore!; invece il nono, il Barolo Parussi Massolino del 2010, per me era il migliore, gli ho dato nove (“profumi facili, giovani, frutto… in bocca giovane, asciutto. Piacevole, buono, equlibrato”), ma per gli altri era solo il quinto. Vabbè, non male comunque!; il numero 10 (ah, la degustazione era alla cieca), era il Barolo San Biagio 2010 di Roggero, che per me era da 8 e mezzo e per la soma di tutti il quarto. Bravo!; il numero undici, il Barolo Castelletto di Manzone del 2010, per me era da sette, ma per il complesso dei voti ottenuti, era l’undicesimo; il barolo servito per dodicesimo, era un Barolo Scarzello del 2008, a me è piaciuto (voto otto), ma è piaciuto poco agli altri che non l’hanno degnato neppure di un voto! ; il tredicesimo vino era il Barolo Pressenda 2010 di Marziano Abbona, per me da sette e mezzo, per gli altri un nono posto; il quattordicesimo vino era il Barolo Rocche Annunziata 2009, un bell’otto, ma assai meno per gli altri: nessun voto!; quindicesimo il Barolo Ornato di Palladino del 2009, per me un otto, per la sommatoria il sesto in classifica; sedicesimo, per me un otto e mezzo, il Barolo Pernanno Cascina Adelaide 2010, arrivato al secondo posto!
Ed ora aspettiamo news da Taiwan…

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