Quando vedi da mesi bombardare Gaza, pensi che sia completamente nel torto chi lo fa. Poi però ti torna in mente quel giorno di ottobre in cui i miliziani di Hamas hanno massacrato la popolazione israeliana. E poi pensi ai missili che partono da anni. E subito dopo ti dici: sì, ma non sono tutti così i palestinesi. Forse è vero, però intanto Gaza era governata da Hamas, non c’era un’altra autorità. Nessuna opposizione. Molti ragazzi sono cresciuti in un contesto segnato dal culto della violenza e dell’odio. Colpa di Israele? Colpa di chi lo vuole distrutto? Colpa dell’ONU che volle dare agli ebrei una terra? Colpa dei Sionisti che la sognavano? Colpa dei nazisti che crearono il concetto di ebreo come stirpe, etnia? Colpa di chi? E poi ti vengono in mente i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Altre domande: sono stati tutti colpevoli i tedeschi che seguivano Hitler? E quando gli americani bombardavano, facevano bene o facevano male?
Sono domande che nascono spontanee. Israele, che cosa fa? Fa bene o fa male? È qualcosa di terribile o necessario? Hezbollah è un’organizzazione militare violenta sostenuta da uno Stato estero e presente in un altro paese, il Libano. E lì sembra non esserci spazio per voci contrarie, anche perché vengono represse ed eliminate. Così come Hamas nella Striscia di Gaza ha soffocato ogni forma di dissenso, anche minimo.Allora Israele fa bene o fa male a combattere Hezbollah e Hamas?
E il fatto che l’Iran possa arrivare persino a dotarsi di armi atomiche è qualcosa di giusto o di sbagliato? È difesa o è violenza? E gli americani che bombardano: fanno bene oppure no?
In tutta questa grande confusione emerge una cosa: manca un’autorità superiore. Un’istituzione globale che funzioni davvero, a cui i cittadini degli Stati moderni possano affidare una parte della loro libertà. Gli Stati stessi dovrebbero rinunciare a una parte della loro sovranità. Ma già esistono movimenti che rifiutano persino l’idea di una maggiore integrazione europea, che è una confederazione e non una federazione, figuriamoci uno Stato sovranazionale capace di gestire questi conflitti.
E quindi la situazione è questa: non sai da che parte stare. E forse non è nemmeno necessario farlo. Vedi chiaramente che ci sono ragioni e torti da entrambe le parti. E provi dispiacere per le popolazioni civili, senza riuscire davvero a distinguere fino in fondo. E poi potrebbe succedere anche a te: morte, distruzione, povertà, fuga, vita misera, fuga, polizia, respingimenti, morte… Già, difficile prendere posizione, ma in generale c’è solo angoscia.