Cucina per le dita…

Cucina per le dita...

Da alcune settimane, mi capita di guardare con attenzione chi lavora al computer. Se ne vedono tanti in giro: a scuola, nei bar, sui treni, in biblioteca… Non cerco di capire cosa facciano o che (più probabile) siti frequentino, piuttosto come questa attività influisca sui loro consumi alimentari. A volte resto in fissa, così che, dopo alcuni istanti, la persona di gira (come si fa a capire che uno ci guarda? Terzo occhio?) e mi guarda fra l’offeso e il sorpreso. Volgo subito la testa e inveisco contro Andrea Sinigaglia, docente di ALMA, che mi ha messo in testa un pezzo di ragionamento e una domanda: come influiscono gli stili di vita sull’alimentazione? Ecco cosa disse a Stresa ad un Corso di aggiornamento: “i grandi cuochi sanno adattarsi ai tempi, capire che questa è l’era del “finger food”, proprio perché siamo nell’era del lavoro in punta di dita”. Il cliente oggi “vuole gusti antichi presentati con modalità di produzione e di consumo moderni…”. Ecco, quando guardo queste persone cerco di percepire questa nuova sensibilità alimentare; dovuta anche al fatto che l’uso del computer non fa consumare molte calorie, però favorisce una certa fame di novità: novità superficiali, globali ed arruffate… I miei sono ragionamenti campati in aria? Forse, ma leggete un po’ come e chi ha vinto il secondo Campionato Italiano di Finger Food: “Primo premio assoluto: Fabio Mancuso di Palermo che ha presentato:

Sgombro in agro dolce di anice stellato;

Delizia di mare con astice e profumo di alga noiri e mantello di cozze e chiodini in intingolo di maionese allo yogurt;

Metamorfosi di orata e gamberi rossi di Sicilia su cialda croccante e mousse di mare alle erbe fini”.

Capito che piatti? Roba da gente che lavora con la testa in punta di dita, che “surfa” fra un sito d’informazioni e notizie alla moda… Sulla superficie delle cose…

Cucina per le dita...

 Ps le foto sono tratte dal sito del concorso e si riferiscono all’edizione 2009

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