Come al cinema e al ristorante, anche al Pride è meglio andare in compagnia. La gioia si moltiplica, gli applausi diventano più forti, le risate più contagiose. Sabato 6 settembre 2025 Omegna si è trasformata per un giorno nel cuore gioioso dell’orgoglio provinciale: il primo VCO Pride. Ritrovo alle 15 al Lungolago Gramsci, arrivo al Parco Rodari, tra musica, colori e sorrisi che sembravano abbracciare il lago.
La festa era bella, come solo le feste condivise sanno essere. Amici e amiche, gay e non, famiglie intere e gruppi di giovani: tutti insieme a ballare e a sorridere sotto lo stesso arcobaleno. Un po’ come al cinema, quando si ride o si piange tutti nello stesso momento; un po’ come al ristorante, dove i piatti si gustano meglio se arrivano al centro tavola.
Eppure, una cosa va detta: i partiti farebbero bene a starsene di lato. Perché se la festa è di tutti, nessuno può metterci il cappello sopra. Il Pride non è un comizio, è una parata di libertà, di amicizia e di condivisione.
E allora via, tra una birra fresca, musica a palla e un arcobaleno di sorrisi, la giornata è volata via in un attimo. Un’esperienza da ripetere: perché certe feste — come al cinema e al ristorante — hanno senso solo se vissute insieme.
Pd, PCI, Cgil, ANPI e Grillini…sembrava un 25 aprile in anticipo…
Io credo che i partiti abbiano diritto di dire che appoggiano il Pride e i suoi valori, ma si dovrebbe pensare ad un protocollo. Metterle in fondo al corteo. Far sfilare il corteo davanti alle bandiere… Non credo che tutti i partecipanti siano legati a quei partiti. Magari non a tutti, ma anche ad altri direi. Comunque bella festa.