Chi è il migliore fra chi?

La prima volta in cui ho sentito fare questa domanda, in auge era la signora Luisa Valazza de Il Sorriso di Soriso. Considerata la miglior cuoca, il miglior cuoco italiano; l’ultima volta, due giorni fa, la risposta ruotava intorno ad Antonino Cannavacciuolo; in mezzo, aggiungerei, gli anni di Vissani. Ah, ovvio, che la domanda era: chi è il miglior cuoco d’Italia?
Naturalmente, ieri come oggi, chi afferma non è in grado di dimostrare un granché. Non si esprimono infatti mai parametri oggettivi o tendenti all’oggettività. Pura “fuffa” immateriale: giornali e guide l’altro ieri (e nelle guide qualcosa di oggettivo si può anche trovare), televisione ieri ed oggi. Il cuoco famoso non si giudica, si celebra e tant’è. Alla faccia della razionalità.
Mi ricordo le belle ed istruttive discussioni con Claudio Zaretti, grande cuoco e chef, il quale contestava queste logiche contrapponendo capacità di gestire grandi numeri, situazioni assai varie, magazzeno, rapporti con il padronato, gestione dei costi, del personale… tutto al contrario di un piccolo locale in cui si mangia ciò che vuole lo chef, pochi coperti, ricarichi spropositati, culto della personalità…
Aggiungo poi che certe valutazioni non coincidono: le guide sono discordi e i social network sono pieni di sgangherati recensori pieni o di sussiego o di invidia esistenziale. Nessun aiuto razionale neppure da lì. Aggiungiamo ancora che esistono delle competizioni mondiali di cucina, molto dure, a cui i cuochi famosi non partecipano: c’è chi dice perché perderebbero. Si tratta infatti di competizioni in cui il cuoco viene sottoposto a improvvisi cambiamenti di ricette, prodotti da usare, tempi da rispettare; simulando così lo stress di una grande cucina aperta al cliente, a tutti i clienti di ogni tipo.
Dunque? Dunque il miglior cuoco d’Italia non esiste, se non nella testa di pochi critici gastronomici che –però, ben si guardano dal rivelare parametri e criteri. Ed ovviamente i giudizi non coincidono. Esiste semmai il cuoco più famoso d’Italia, figlio del marketing. Oggi televisivo. Ma non è detto –a mio giudizio- sia il migliore. Anche perché prima ci dovremmo accordare tutti sul come giudicarlo… amen!

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One thought on “Chi è il migliore fra chi?

  1. Concordo pienamente su quanto hai scritto. Se pensi che il Noma considerato il Miglior ristorante del mondo dalla guida San Pellegrino (quindi Nestlè con tutti gli interessi annessi e connessi della multinazionale del food) è riusciti a proporre un piatto con delle formiche è tutto detto.Saluti Pier Giuseppe

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