Al Libano! (da Pallanza)

Il Libano è uno di quei paesi che vorrei conoscere meglio. Ci andrò, anche perché mi dicono che si mangi bene e poi ci sono i vini, i famosi vini della Valle della Bekaa. Luogo che alla mia generazione ricorda i campi di addestramento della Raf tedesca, dei rivoluzionari giapponesi e di qualche nostro terrorista. A me, però, fa venire in mente soprattutto i vini. Così, visto che il Paese è disastrato e merita di essere aiutato, nel mio piccolo cerco di aiutarlo come posso. Anche comprando una costosa bottiglia di vino dall’amico Massimiliano Celeste de Il Portale di Pallanza. Fregandomene del prezzo e degli abbinamenti, ho fatto aprire un Chateau Musar del 2000 (un bianco!) di Gaston Hochar, vino naturale libanese, un’ottima scelta. Il vino aveva profumi curiosi di minerale, idrocarburi, plastica, ciliegia… tutti in fitta sequenza, in bocca era caldo, con corpo, ancora piacevole dopo venti anni! Davvero un buon vino (e davvero un bel gesto da parte mia). I libanesi, un po’ levantini, dichiaravano 12,5°, ma ci è sembrato ben più alcolico.

Gli europei, meno levantini, ci dicevano dalle guide grandi cose del ristorante di Pallanza. E così è stato: grande cura dei particolari, gusto, piacevolezza, ottimo servizio. Alta cucina, ottimo vino. Semel in anno… Ogni sorsata, una preghiera, laica, per il Libano!

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg.Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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