No, non ce la facevo proprio a camminare sulle tombe dei cavalieri di Malta e così, dove possibile, percorrevo la navata e le cappelle laterali camminando sui bordi con una curiosa e forse irriverente camminata a zig zag. Quella schiera di teschi, ossa ed armi rappresentate; quelle esistenze vere racchiuse nelle ossa e nelle lapidi non riuscivo proprio a calpestarle. E poi il sangue di Caravaggio, l’atmosfera cupa della chiesa. Sono uscito in fretta a cercare un po’ di sole e di caldo.
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