Quest’estate ho girato Francia, Italia del Nord, Serbia e Montenegro con la carta di credito. Comoda. Mio figlio me l’ha anche caricata sul telefono. Se hai la carta e meno cash, privilegi l’acquisto nei supermercati, il caffè nelle catene internazionali, il pranzo e la cena in ristoranti molto frequentati. Questo per evitare l’imbarazzo di sentirti dire che non accettano la carta. Tieni quei quattro spicci per il caffè, per una bibita in un chiosco. Poca roba, insomma.
Vittime delle banche? In un certo senso sì. Nel mio paesello, la mia banca ha uno sportello bancomat nell’area pedonale. Se ci devi andare, ti devi organizzare. A Caorle, dove vado qualche giorno al mare, la mia banca ha un solo sportello in centro. Un’altra banca ha un altro sportello. E basta. E stiamo parlando di una città che ogni anno conta quattro 4 milioni di presenze. Quattro milioni, due sportelli. Amen.
In Francia è facile: oltre alla carta prendono anche il bancomat. E se rimani nei termini di cui sopra, stai tranquillo. Biglietti dei mezzi pubblici compresi. In Serbia, almeno nella capitale la card è bene accetta. E se vuoi il contante ti devi assoggettare ad una commissione assai esosa, che fra costi fissi e cambi a loro vantaggio arriva al 10 per cento dell’importo. Meglio soprassedere. In Montenegro, infine, privilegiano il cash, facile comunque perché usano l’euro. Ma i vari sportelli che trovi in giro ti pendono circa 5 euro fissi di commissione. Tanto, poco? Un costo certo. Meglio cercare quel 50% di locali che esibiscono le immaginette dei vari circuiti di moneta elettronica. Se vuoi comprare qualcosa ai mercatini, tipo sigarette o liquori fatti in casa, meglio avere degli euro. Euro che sono salvifici se viaggi in treno: i controllori accettano solo euro e i venditori di bibite abusivi anche. I viaggi lunghi meglio farli con il contante.
Io non sono fanatico della carta che è comunque comoda. Ma anche senza esserlo, i fatti ti spingono in quella dimensione. E dove la moneta resiste, resiste per l’arretratezza del sistema.
“The cash is king” c’era scritto fuori da un bar di Kotor (Cattaro). Può essere, ma ti devono dare il modo di averlo senza fare chilometri e pagare salate commissioni. Sennò è un “re nudo”.