Butta in tavola

Nuove ricette e piatti d’autore per non scartare niente e nessuno
Caritas Ambrosiana / IPL, 2025

Butta in tavola non è soltanto un ricettario. Certo, contiene piatti ideati da grandi chef e suggerimenti pratici per ridurre lo spreco alimentare, ma le ricette sono soprattutto un mezzo narrativo: servono a raccontare un progetto di inclusione sociale, nato e cresciuto all’interno del Refettorio Ambrosiano di Milano.

Il cuore del libro non è la cucina in sé, ma ciò che la cucina diventa quando si apre agli altri: bellezza, accoglienza, dignità. È un testo che ci ricorda che l’“altro” non è solo chi vive la povertà economica o lo straniero appena arrivato: l’altro può essere l’anziano rimasto solo, il giovane in difficoltà, la persona che rischia di sentirsi ai margini. Tutti insieme formano il tessuto vivo di un quartiere, di una comunità.

È un libro che andrebbe sfogliato e letto non solo per le ricette, ma per le parti introduttive e per lo spirito che trasmette. Racconta una visione concreta e ripetibile: quella di un luogo in cui il cibo non è mai scarto, né dal punto di vista materiale né da quello umano.

Proprio per questo, Butta in tavola diventa anche un manuale di ispirazione: un progetto che può essere copiato e adattato in altri contesti, nelle città come nei paesi, ovunque ci sia bisogno di restituire valore alle persone attraverso la convivialità. E, se poi siamo abbastanza curiosi e intraprendenti, possiamo provare anche a cucinare qualcuna delle ricette proposte dai grandi chef che hanno prestato il loro talento a questa esperienza.

La bellezza di questo libro sta anche nel fatto che non sono soltanto i fragili o gli emarginati a mettersi in gioco: accanto a loro ci sono anche i ricchi, i potenti, i forti, capaci di mostrare un’empatia e una sensibilità creativa che affondano le radici in quella buona borghesia lombarda capace di farsi prossima. È un incontro di mondi diversi che, attorno a un tavolo, trovano una nuova forma di comunità.

In questo senso, Butta in tavola diventa quasi una carta d’identità collettiva, l’espressione di un progetto che unisce, include e costruisce ponti attraverso il cibo e la bellezza.

In definitiva, Butta in tavola è una bella lettura, capace di unire etica e creatività. È un invito a pensare al cibo come strumento di relazione, non solo di nutrimento, e a immaginare comunità più inclusive e accoglienti. Un libro che non dovrebbe mancare nelle nostre case: da consultare, da leggere e da lasciarsi ispirare.

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