Aprile è il più crudele dei mesi

La sepoltura dei morti

Aprile è il più crudele dei mesi, genera

Lillà da terra morta, confondendo

Memoria e desiderio, risvegliando

Le radici sopite con la pioggia della primavera.

(The Waste Land, T. S. Eliot)

Penso ancora alla promessa fatta, mentre spingo il mio carrello fra le scansie della locale Coop. C’è un angolo dedicato ai vini. Cerco dei vini abruzzesi e –fortuna- ne trovo due, della stessa casa vinicola: la Cantina Tollo, un’azienda molto nota. Compro il Roccaventosa Trebbiano d’Abruzzo doc 2008, 12°. Sul collo della bottiglia, c’è un’aquila che mi guarda di profilo, come solo gli uccelli sanno fare. Lo apro con un po’ di difficoltà: ha il tappo in plastica marroncina che si sfila a fatica ed è poi difficile da togliere dal cavatappi (ma perché non usare –a questa stregua- il tappo a vite?). Annuso il vino in un bicchiere da osteria: mi restituisce comunque un profumo lieve di erbe e di fiori primaverili. Lo assaggio e in bocca mi ricorda la freschezza e il gusto di certi frutti colti, da ragazzo, prima che maturassero davvero. Un vino semplice, non sempliciotto. Due giorni dopo, apro il Roccaventosa Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo doc 2007, 12,5°. Stesso, difficile, tappo; stessi, usuali, bicchieri quotidiani. Lo trovo buono, classico al naso: sa di mora, di piccoli frutti; mi viene in mente la ciliegia. E poi un po’ di alcool. In bocca è magro di consistenza (è un rosato), fresco, amarognolo sul finale e caldo. Lo si sente caldo di alcool. Discreto direi, piacevole. Ricorda l’inizio dell’estate, fatta di frutti quasi maturi e di ombre non ancora nette. Mentre lo sorseggio, penso che continuerò a cercare e bere vini abruzzesi e brindo (nella testa) ad una migliore sorte per i miei connazionali sotto le tende. Sì, “April is the cruellest month”.

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