Sono al bar per festeggiare il nuovo anno. In realtà il bar è un’enoteca, la nuova enoteca aperta ad Omegna. In nomen omen, la gestisce un amico, l’amico uno, che aveva il destino nel proprio cognome. Siamo lì, io, un’altro amico, l’amico due, che sembra uscito dalla pagine di un romanzo di Piero Chiara: racconta avventure, viaggi… si veste con cura… parla di donne… ricordi, sogni ma non si allontanerebbe mai dal nostro lacustre paesello; ed un terzo amico assai impegnato nella collettività (uno positivo). Siamo lì che sorseggiamo un paio di bicchieri di Erbaluce di Caluso (buono, un buon vino bianco che si produce poco) e parliamo dei guai dell’Italia… “Si fanno pochi figli” dice uno (io, forse, ma non ricordo) ed allora ci guardiamo negli occhi: il più vecchio sono io, con un figlio; l’amico tre è stato sposato, ma di figli non ne ha; l’amico due è troppo preso a sognarsi in avventure da raccontare poi al bar; l’amico uno, infine, è un adolescente cronico nei rapporti… non l’ho mai visto con una fidanzata, figurarsi con figli… Ecco, noi siamo lì che beviamo e il mondo attorno a noi si svuota… Come un buon bicchiere di vino che finisce. Prosit!
Un Figlio in Quattro
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