Ma cosa dire?
Ma cosa dire dei vini venduti nei discount? Io li assaggio e per la maggior parte dei casi valgono quello che costano: poco. Nel discount passione di mia madre i prodotti sono tutti imitazioni di quelli più noti: li imitano nella grafica del packaging, ne scimmiottano i nomi, millantano origini nobili… Ogni tanto, qua e là, a mo’ di “prodotto civetta” appaiono i prodotti più noti. Ma per quel che riguarda il vino no, mai. Sempre solo vini anonimi, senza nome né cognome imbottigliati da “akss54a” per DS&G Salerno… cose simili. C’è anche qualche vino doc ma si tratta di vini resi anonimi, credo per la vergogna.
Ora fanno la settimana dei vini e un amico di mamma mi ha chiesto un’opinione sulle proposte, con affermazioni tipo “il nero d’avola è buono!” o “cosa ne pensi del negroamaro?”… Roba da pazzi! Come faccio a spiegare ad un adulto che il vino va conosciuto, assaggiato e che i produttori seri ci mettono il nome e il cognome! Che il nero d’avola può essere eccellente, ottimo, mediocre, schifoso in relazione a chi e come lo fa! Il nome del vitigno non è il marchio di fabbrica… Bah!?
Questo è l’incubo degli appassionati e il paradiso dei mercanti.