25 euro sono tanti
No, non credo siano momenti per piazzare presso gli appassionati una bottiglia di vino che parte dalla cantina (viene venduta in cantina) a 25 euro. Non sono troppi per il vino che è, ma tanti per il momento che stiamo vivendo. Non è infatti il momento perché gli appassionati sono stati colpiti duramente dalla recessione e perché l’essere appassionato di vino non coincide sempre con l’appartenere alle classi alte della società. Inoltre, ai ricchi il vino piace come simbolo e non come qualità intrinseca. Nei luoghi del lusso, infatti, sgomitano nomi noti e più o meno sempre quelli. Per cui, quando ho assaggiato l’ottimo Sonetto, primitivo di manduria dell’omonimo Consorzio Produttori Vino nell’omonima cittadina pugliese, ho storto il naso. “Un ennesimo vinone” ho pensato. Un vino fatto più per sondare le proprie capacità produttive, per inorgoglirsi, per soddisfazione propria… che per fare affari. Un buon vino in una veste elegante: vetro pesante, tappo di sughero intero, spalla larga, bella etichetta di design… Quante bottiglie di primitivo di manduria Sonetto si venderanno? Io mi auguro molte. Davvero. Ma credo che sarà difficile. Il primitivo è un vino mediamente conosciuto e se non ha sbocchi che io non so (una colonia pugliese nel Sud America, l’Asia, Londra east end…) a quel prezzo è difficile da piazzare. In ogni caso, auguri sinceri.
Come era il vino? Beh, buono. Profumato, corposo, sciropposo, morbido… da abbinare ad un cibo grasso e speziato, da sorseggiare da solo stile liquorino.
La sua carta di indentità è la seguente: Primitivo 100%. Età dei vigneti: 50-70 anni. Caratteristiche del suolo: 4000 ceppi per ettaro. Sistemi di allevamento: alberello pugliese. Epoca di vendemmia: 1a decade di settembre. Resa media di uva per ettaro: 90 ql. Vinificazione: in rosso con macerazione lunga a temperatura controllata. Affinamento del vino: due anni in barriques di rovere francese Allier. Gradazione alcolica: 14,50 % Vol.
