Leggo un contributo di Francesco Zonin pubblicato sul suo blog. I temi sono interessanti: “Una nuova distribuzione o una nuova produzione?”. Qui Zonin ribalta la prospettiva (e ci trova davvero d'accordo): “troppo spesso però pensiamo che il vincolo principale sia legato alla produzione. Credo, invece, che oggi il vincolo principale per chi produce vino sia proprio la distribuzione, quello che gli americani chiamano “accesso al mercato”. Accesso che ora, ridotti i consumi al ristorante, è in primo luogo il grande magazzino (con le sue logiche perverse sul prezzo), poi la distribuzione casa per casa (faticosa e capillare), le enoteche (nei centri urbani) e l'acquisto diretto (bello, ma poco frequentato). La rete non sembra funzionare ancora (io, per lo meno, non ho questo sentore) e la vendita via telefono c'è (ma funziona?). Finche l'auto detterà legge, sarà la GDO ad avere la meglio. Quando finirà la sua era (cara, costosa, inquinante…), vedremo: piccole botteghe, distribuzione casa per casa, vendita di prossimità, gruppi di acquisto… Ed ora?
Ora il vino “deve rimaner distribuito”. Non un compito facile “che deve passare necessariamente per un'ottima conoscenza del mercato (di solito significa viaggiare tanto) e una attenta analisi sul corretto posizionamento. Oggi -dice Zonin- stiamo assistendo ad una rigida segmentazione del mercato sia on sia off premise… per cui il posizionamento del prodotto deve partire dallo scaffale o carta dei vini per giungere a determinare il costo del prodotto e trarre le proprie conclusioni sulla fattibilità o meno del vino”. Ragionamento interessanjte e un po' cinico: “per fare un esempio concreto: oggi un vino ha molte più probabilità di ruotare in una carta dei vini se posizionato fra i 15 e i 25 euro”. Quindi? “Quindi dobbiamo fare un calcolo a ritroso per capire se il prezzo al quale deve uscire dalla cantina è economicamente sostenibile per il produttore, tenuto conto dell'iva e dei vari ricarichi e costi”. Mettiamo 20 euro, cioé 18 senza iva; diviso tre, uguale sei… Ecco, più o meno il costo di una bottiglia. Senza la triplicazione, si arriva a nove euro e di vini buoni ne compri assai…
Fate i vostri conti: è un ragionamento da tenere in debito conto…
Vino a ritroso
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