Si dice rosso ma si beve rosa

Sarà un’impressione, ma si beve sempre di più rosato e sempre meno rosso. Nella mia zona, quella delle Colline Novaresi e Rive del Sesia per capirci, tutti sono orgogliosi dei propri vini rossi. Soprattutto di quelli a base nebbiolo: il ghemme docg, il gattinara docg, il boca doc, il sizzano doc e il fara doc… tutti bei rossi strutturati, ricchi di alcol e tannini, da far maturare a lungo in botte o in barrique. Insomma, dei gradi vini: di quelli che durano, si evolvono… però!

Però, se parli, guardi, ascolti… ti rendi conto che vendono molto di più le bottiglie di vino rosato, a base nebbiolo o vespolina o entrambe le uve. Là partite di centinaia di bottiglie che vanno nel mondo, qua partite di migliaia che vanno soprattutto in nord Europa.

Nel 2018, il migliore rosato del novarese

Più rosati che rossi, dunque, ma nessuno sembra accorgersene. O forse non fa piacere ricordarlo. O forse mi sbaglio… non so.

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