Veronesi “Verdi”

I vini veronesi a denominazione di origine controllata e il Vinho Verde portoghese uniscono le forze per una promozione comune in Germania, Danimarca e Francia nell’ambito di un ampio progetto triennale da 2,3 milioni di euro cofinanziato dall’Unione Europea, non aderisce invece all’iniziativa il Consorzio dei vini della Valpolicella.
“Il tratto distintivo che accomuna i vini veronesi e quelli portoghesi – spiega Franco Cristoforetti, presidente Avive – è la loro capacità di unire nuove idee con una grande tradizione. Le nostre due denominazioni appartengono tutte ad aree storiche della viticoltura e nel contempo si caratterizzano per una modernità di approccio che si fonda sulla freschezza gustativa e sull’estrema abbinabilità con le cucine sia dei Paesi di origine sia delle aree di prevalente esportazione. Tra queste, la Germania è indubbiamente la principale destinazione sia per i vini veronesi che per il Vinho Verde, mentre la Danimarca rappresenta il ponte verso tutta la Scandinavia. Quanto alla Francia, è evidente che si tratta di un mercato vinicolo sotto i riflettori internazionali, nel quale vogliamo essere protagonisti”.


I vini veronesi saranno tre bianchi: Custoza, Lugana e Soave; un vino rosa, il Chiaretto di Bardolino; due rossi, l’Arcole e il Bardolino; e due spumanti, il Garda Spumante e il Lessini Durello. Vini “che poggiano la loro essenza su importanti vitigni autoctoni come lo sono la Corvina e la Rondinella tra le uve rosse e la Garganega, la Turbiana e la Durella tra le bianche; mentre nel nord del Portogallo, terra della denominazione del Vinho Verde, prevalgono altre varietà locali come Alvarinho, Trajadura, Loureiro e Arinto”.

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