Cose (belle) che capitano

Capita che in queste giornate di lockdown ti rilassi un poco seguendo una presentazione di vino (eh sì, proprio una passione) on line e che le parole e le descrizioni di chi assaggia ti portino con il pensiero sul Lago di Garda, nella Valtènesi bresciana, dove si fa un rosato che sembra avere stoffa, profumi e gusto lunghi: da assaggiare e, magari, passare di là se capita per visitare e comprare in loco. Sembra essere una bella zona. Mentre ti siedi e intanto traffichi in cucina, leggi che faranno un gioco e chi vincerà riceverà un omaggio. Ok, va bene. Lavoro ma ascolto con più attenzione. Poi arrivano le domande e ancora dopo il via alle risposte. Io spedisco, rientro nel numero dei premiati. Ed oggi, mi arriva un pacco: sei belle bottiglie di rosato doc. Belle e, di certo, buone. Poi vedrò. Intanto due parole sulla doc prese da Wiki: Il Garda bresciano e la Valtènesi in particolare è terra di elezione del vino rosato da oltre 500 anni (cfr. le XX Giornate della Agricoltura di Agostino Gallo del 1530). Nell’ ‘800 lo storico veneziano Pompeo Molmenti, senatore del Regno a Salò – avendo dimora estiva in Moniga del Garda– mise a punto la tecnica della vinificazione in rosatoche permette di ottenere il cosiddetto “vino di una notte” (marchio registrato). Tal metodologia fu codificata dall’attuale Ente vini Bresciani negli anni ’60. Il procedimento antico si concretizzava nella cosiddetta vinificazione con svinatura per alzata di cappello[2]. In pratica, consiste nel pigiare molto delicatamente le uve e lasciarle sulle bucce per poche ore onde ottenere il classico colore rosato. Questo spazia dal rosa corallo o salmone al rosso melagrana scarico con riflessi ramati. Questo vale per il Valtenesi Chiaretto. … Il groppello (varietà tipica della zona e, quasi sicuramente, autoctona del bresciano[3]) è alla base del Valtenesi. L’altro 50% facoltativo può essere composto da marzemino, barbera, sangiovese nonché da rebo che è l’altra uva a bacca rossa caratteristica della Valtenesi. Tale uvaggio vale sia per il rosso che per il Chiaretto; si distinguono i produttori che però hanno un Valtenesi (nelle due tipologie, soprattutto il rosso) groppello in purezza. La zona di produzione è la Valtenesi più alcuni comuni limitrofi nonché parte dei comuni rivieraschi (come Desenzano) ma solo nei territori confinanti con la Valtenesi. Prima della nascita della doc Valtenesi (la presentazione al pubblico è avvenuta il 14/02/2012, festa di san Valentino, con l’annata 2011), il chiaretto del Garda bresciano (sempre a base groppello) era prodotto in seno alla doc Garda classico e alla doc Garda Bresciano. In pratica, la doc Valtenesi è uno spin-off di queste due”.

Assaggeremo e grazie.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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