Un’Idea di Città

Non si ricordava quando è successo: forse quando aveva smesso di considerare la città, il suo borgo sul Lago, la sua città, il suo borgo. Forse era stata quella volta in cui passava sotto i piloni della sopraelevata, guardando brani di manifesti di cose avvenute in stile Rotella. O quella volta in cui camminava verso la piazza salotto e non riconobbe nessuno. Però non era stato quel senso di vuoto a dirgli qualcosa, ma la sua mappa mentale dei luoghi che lo avevano visto felice. Nella sua mappa la sua città non c’era. Nessun bacio, nessuna risata, nessun abbraccio… solo un luogo di sguardi, di fatica, di giudizi espressi a bassa voce… una piccola aiuola convinta di essere il mondo.

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