A Cavallo di uno Spritz

A cavallo di uno (più) spritz ieri sera sono andato a Venezia, in un giro alcolico fra bacari, passato e presente, curiosità e nuove esperienze alcoliche… mi sono infatti segnato per seguire la lezioncina tenuta in rete da una signora veneziana molto alla mano, Annalisa, accompagnatrice turistica e sommelier: jeans, sigaretta, ripresa col telefonino, tavolino spoglio, interno domestico, campane a stormo, gatto che faceva capolino… ah ahahaha una persona vera che si presenta e spiega di essere stata per anni barista e che lavora adesso per l’agenzia incoming Venice Local Fusion (da contattare, direi, per cenare o fare altro di vero a Venezia). Al mio fianco bottiglia di aperol, bottiglia di prosecco, bottiglia di bianco secco, ghiaccio, arancia tagliata a mezza fetta, acqua gasata e seltz… seguo e comprendo che a Venezia lo spritz è in origine seltz, vino bianco secco e ghiaccio- Proviamo: uhmm non male. Poi che la versione locale è col select, rosso come il campari, ma meno amarognolo. Non possiamo provare: male! La signora poi ci dice che a Venezia, quando ordini uno spitz, ti chiedono; “corretto con cosa?”. Ed ecco allora le versioni con aperol, campari (fino agli anni Ottanta “la versione con l’aperol era delle donne”), col select, con il cynar (il più radicale, estivo, amarissimo… da provare!)… mentre parlava ci spiegava le dosi giuste (e noi a provare e ad assaggiare) e ci confessava che a Venezia lo spritz è sempre col vino bianco secco e fetta di arancia. L’arrivo del prosecco è recente e dona allo spitz una nota dolce, poco estiva. Per cui lei ha consigliato curiosi abbinamenti vino-agrume (limoni ed arance amarognole) con grande competenza. Abbiamo seguito con attenzione però se ci avesse fatto l’esame, sul finale, assaggia questo ed assaggia quest’altro, non so se ci avrebbe fatto passare… ah ahahaha però una cosa gliela avrei detta: che ha mi ha fatto voglia di tornare a Venezia, per viverla un po’ fuori dai circuiti più noti. Prosit e buon spritz a tutti!

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