Rimbalzati

Pensavo non si facesse più, ma invece si fa. Si ferma sulla soglia la coppia di clienti un po’ desabillè (ma siamo in una località turistica e due signori in jeans e tuta potrebbero essere chiunque, qualsiasi cosa) e nonostante l’evidenza si dice che non c’è posto nel ristorante, mezzo vuoto. Un ristorante molto elegante, per anni stella MIchelin (ma ora non più, detto solo per cronaca e non per cattiveria) in cui la “volgarità” del vestire casual avrebbe forse offeso la clientela mettendo in cattiva luce il ristorante. 

Non è la prima volta che mi capita: una volta fui rimbalzato da un elegante agriturismo novarese perché in maglietta (rosa con strani ghirigori) e calzoni corti; ed un’altra a Torino, più che altro per sfizio del gestore (ero vestito decentemente infatti).Questa volta è successo a Bagno di Romagna nel ristorante sotto l’Hotel dove ho alloggiato una notte, il Tosco Romagnolo. Non ci sono rimasto male, solo sorpreso: dalla mia insipienza in primis: non potevo guardare prima e capire che così vestito non ci sarei potuto entrare?; poi dall’altrui leggerezza: se fossi stato un potente influencer? Un giudice in incognito…?
Comunque è un loro diritto e così siamo andati in una trattoria lì vicino, Roma credo si chiamasse, dove abbiamo mangiato bene e pagato, così ad occhio, meno della metà di quanto avremmo pagato (certamente mangiando in modo più creativo) nel ristorante che ci ha rimbalzati…

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