Sono sempre più dell’idea che un nuovo umanesimo dovrà cambiare il mondo: un umanesimo che metta su un piano diverso gli animali e la natura. In primis, un maggiore rispetto e una diversa consapevolezza del valore della vita in sé.

Da quando è finito il periodo di chiusura da Coronavirus, vedo decine di cadaveri di ricci schiacciati sull’asfalto. E mi pongo delle domande. Ma non si possono immaginare delle strade con obbligatori passaggi protetti (sopra o sotto) per la fauna selvatica? Larghi e non trappole. E poi: possibile che non si riescano proprio ad evitare? Sì, immagino la risposta: vado veloce e non li vedo. Male: vai piano, corri in autostrada. Se vai a 50 all’ora, li eviti. Anche di notte.
Regaliamo peluche di animaletti ai bimbi, ci indigniamo per un elefante ucciso, il veganesimo aumenta… ma per i ricci nessuna pietà.
Ricordo ancora con piacere una passeggiata nel piccolo paese di Novello nelle Langhe: degustazione di Nascetta, acquisto e due passi per il piccolo borgo… Lì c’è un, per me benemerito, centro di Recupero Ricci La Ninna. Date un’occhiata al loro sito: https://www.laninna.org/ e capirete.
Il nuovo umanesimo potrebbe partire proprio dalle campagne e diventare pratica anche nelle città.