Il Prosciutto ha una Storia (vera?)

Carmine mi manda una foto:

è la pubblicità del prosciutto crudo di Cuneo. Mi dice che merita un approfondimento. E mentre lui scrive, leggo sul libro che ho fra le mani (“Denominazione di Origine Inventata” di Alberto Grandi) alcune righe proprio su di lui (esso, il prosciutto), in mezzo a molte dedicate ai prosciutti crudi italiani. Leggiamo:

Il Prosciutto ha una Storia (vera?)

A Cuneo se la presero comoda e per iniziare a produrre prosciutti aspettarono l’anno dello scoppio della Guerra dei Trent’anni, il 1618”, continuando poi il ragionamento: “Quindi, ricapitolando, ogni tipo di prosciutto prodotto in Italia sarebbe nato o in età antica o nel Medioevo; fa eccezione solo il Cuneo, dove, chissà perché, si sono messi a fare prosciutti con qualche secolo di ritardo. Ma io sono certo che, cercando bene tra i documenti di qualche abbazia o tra gli statuti delle corporazioni, si troverà senz’altro qualcosa che attesti una produzione quanto meno medievale di prosciutti anche da quelle parti…”. E conclude dicendo che “Per il momento le pseudo ricostruzioni storiche hanno soprattutto stimolato l’orgoglio locale e hanno permesso di organizzare feste e sagre; del resto sembra che la storia in Italia serva soprattutto a questo”. Concordo.

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